La "settimana delle Memoria" al Liceo Bobbio

Dal 29 gennaio al 2 febbraiogli studenti del Liceo Bobbio hanno celebrato la Giornata della Memoria con una serie di attività che li ha visti protagonisti oltre che spettatori.

Le classi terzehanno approfondito con un dibattito la visione di due film visti in orario scolastico: Monsieur Batignole e Zona Grigia, film scelti perché accomunati dal tema del collaborazionismo e della responsabilità collettiva e individuale.

M. Batignoleè un film del 2002 diretto da G. Jugnot; il film denuncia il comportamento dei Francesi durante l’occupazione tedesca e la deportazione degli Ebrei che ne scaturì, in particolare il rastrellamento del Velodrome d’hiver, in cui furono arrestate, e poi deportate, 13.152 persone.

Questi sono i fatti che fanno da sfondo alle vicende che vedono come protagonista Edmond, un uomo mediocre e qualunquista, interessato solo a far soldi con i suoi rifornimenti di carne ai gerarchi nazisti. Nel corso del film questo uomo compirà dentro di sé una metamorfosi totale che lo riscatterà moralmente quando si troverà ad aiutare tre bambini fuggiti all’arresto di massa.

Il suo comportamento, e quello degli altri personaggi del film, fu una forma di collaborazionismo? Questa è la domanda a cui i ragazzi hanno cercato di rispondere durante il dibattito con l’aiuto degli insegnanti, che li hanno portati a distinguere tra un collaborazionismo per convinzione ideologica e uno per opportunismo.

Zona grigiaè un film del 2002 di T.B. Nelson e racconta di un tentativo di ribellione avvenuto ad Auschwitz nel 1944 da parte di alcuni ebrei, che costituiscono gli Sonderkommando, squadre speciali di prigionieri costretti dagli aguzzini nazisti ad attendere al regolare funzionamento delle camere a gas, per qualche esile privilegio.

I ragazzi, attraverso la visione di questo film, hanno potuto riflettere sulle radici di questa cosiddetta “zona grigia” e sulle motivazioni che hanno spinto alcuni uomini, che costituirono una classe ibrida di prigionieri-funzionari, a lavorare per i loro carnefici.  

Durante il dibattito, gli studenti, che spesso non amano l’ambiguità e hanno la tendenza, anzi il bisogno, di dividere il male dal bene (qui i reprobi, là i giusti), hanno concluso che davanti a casi umani come questi è imprudente emettere un giudizio morale e occorre rimandare le responsabilità al sistema totalitario stesso.

 

 

 

 

Alcuni degli studenti delle classi terze che hanno partecipato alle iniziative.

 

 

 

 

 

 

Le classi quartehanno partecipato ad un’intervista alla sig.ra Susan Raweh, deportata all’età di quattro anni con i suoi genitori nei campi di lavoro nazisti in Moldavia e Ucraina.